Una delle più belle – si fa per dire – notizie di oggi fa riferimento a ieri, e porta alla ribalta un equilibrato padre di famiglia. Perché un padre di famiglia è questo no?, nell’immaginario collettivo. Una persona posata, riguardosa, che si affanna quotidianamente per dare l’esempio. Ai figli prima di tutto. Sapete quante volte mi hanno messo in un angolo e detto “ma tu che puoi capire, non hai figli”. Sacrosanto.

Oggi, un 55enne ecuadoregno ha pensato bene di dimostrare tutta l’affidabilità, la compassione, l’amore di cui è capace un padre – e rispettoso marito – incidendo il nome di moglie e figlio (qualche fonte dice figlia) su un pilastro del Colosseo. Con una moneta da 1 euro.

Vista la mia scarsa dotazione di soldi la prima cosa che ho pensato è:

“ma quale scarso rispetto per il denaro”…

Ma zittita la pancia, però, ha prevalso l’interesse per il bene comune. Un senso di risentimento. E più alto di giustizia a difesa della storia. Anzi della Storia.

Giustizia. L’uomo è stato denunciato. Anche se non si capisce come ci sia voluto così tanto per fermarlo. Come abbia fatto in tempo a raschiare i nomi di entrambi i sui affetti sulle pietre millenarie. Si chiameranno X e Y?

C’è un’altra domanda. Sempre la stessa. Non c’è mai nessuno a sorvegliare? Eppure le telecamere sono dappertutto. E una cosa del genere succede un giorno sì e uno no, in particolar modo dove si accentra la cultura. Dove ci sarebbe più bisogno di sorveglianza.

Ma tornando sul concetto di giustizia e conseguente pena – ahimè – temo che nel codice civile o penale italiano non esista nulla di adeguato.

Il mio suggerimento è che, con la stessa moneta usata per sfregiare il Colosseo, sulla fronte dell’acculturato uomo dell’Ecuador sia inciso un cordiale saluto di commiato dall’Italia. Un messaggio come si usava scrivere quando si spedivano ancora le cartoline:

“Roma, 10 aprile 2017. Tanti saluti dal Colosseo. Firmato: la cittadinanza romana in particolare, e tutta l’Italia al seguito. Che ringraziano sentitamente per averci fatto visita e avere dimostrato di apprezzare quello che di buono abbiamo fatto nel corso di tempi sempre più lontani ma cionondimeno gloriosi”.

Un frase un po’ pomposa, se volete. Ma adeguatamente lunga. Perché andrebbe ripartita equamente sulla fronte di padre, madre, figlio. Nessuno deve dimenticare un evento così, sarebbe un peccato. Metti che le foto che hanno scattato non sono venute bene.

Il metodo è quello che usa il tenente Aldo Raine (Brad Pitt) con il colonnello delle SS Hans Landa (Christoph Waltz) in Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino.

Suovenir d’Italie. Meglio. Ad perpetua rei memoriam.

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