50th Anniversary Yes Featuring Anderson, Rabin, Wakeman Live At The Apollo Book Cover 50th Anniversary Yes Featuring Anderson, Rabin, Wakeman Live At The Apollo
Prog rock
7 9 2018
CD x 2, download, vinile: 3 × LP, Orange Colored Vinyl
USA & Canada
Eagle Records ‎– ER204181
116’ 20”

 

Con una delle più brutte copertine dell’intera discografia Yes – che alla fine arte della cover, ai tempi d’oro, hanno sempre meritoriamente concesso molta attenzione –, in tipico indecoroso stile Eagle Rock Entertaiment, ecco giungere nelle mani dei fan, inevitabilmente, un assaggio dei concerti che l’ennesima versione apocrifa della gloriosa band inglese ha compiuto lo scorso anno.

Questa volta si tratta di Yes featuring Jon Anderson, Trevor Rabin, Rick Wakeman, che sul loro sito web si definiscono letteralmente, bontà loro, come “the definitive line up of the greatest progressive rock band ever”. Vanno perdonati: sono agguerriti, ancora bravissimi, e forse un po’ rincoglioniti vecchietti. Ma poi si prestano a una bellissima iniziativa come quella del 26 agosto, un concerto al Whysky A Go Go di Los Angeles al prezzo di 2 dollari all’entrata, il costo del biglietto del primo concerto degli Yes al leggendario locale nel 1971. Ammirevoli.

Dopo avere lavorato insieme alla realizzazione del tour di Union, del 1991-92 a otto elementi, i tre avevano annunciato di volere lavorare insieme già nel 2010, ma come accade spesso in questi casi gli impegni dei singoli musicisti hanno congelato ogni velleità fino all’inizio del 2016, quando Rabin e Anderson fanno trapelare che la band si chiamerà – con encomiabile sforzo di creatività – Anderson, Rabin and Wakeman. Come già avvenuto nel caso di ABWH alla fine degli anni ’90.

Con Lee Pomeroy al basso (It Bites) e Lou Molino III (Cock Robin, Yoso, Trevor Rabin) alla batteria, la band abbandona l’idea di incidere per partire in tour – titolo An Evening of Yes Music and More – dall’ottobre 2016 a quello dell’anno successivo, nel mezzo del quale annunceranno il cambio di nome a favore dell’attuale.

Un secondo tour iniziato nel giugno di quest’anno dall’Europa, e protrattosi fino a pochi giorni fa, il 9 settembre negli USA, si è svolto invece col nome di Quintessential Yes: The 50th Anniversary Tour, ed è proprio da quelle date, per la precisione una sola, quella del 25 marzo 2017 al Hammersmith Apollo di Manchester, che è tratto il doppio CD in questione.

Inutile dire che i fan sono sempre felicissimi di vedere dal vivo una compagine di tale statura artistica e storica, ma assistere a questo continuo gioco al massacro e ricomposizione degli Yes può risultare una pratica crudele. Le regole dell’industria però, di chi si sente comunque depositario di un marchio – e di una vera e propria factory – sono queste. Meglio allora concentrarsi su ciò che di buono si può ancora cogliere nella tormentata esistenza di uno dei migliori gruppi di Progressive rock della prima ora che ancora calca il palco.

Il buono? Il materiale immarcescibile dei migliori anni, quelli dove le copertine erano cosa di Roger Dean. Perpetual Change, I’ve Seen All Good People, And You & I, Long Distance Runaround (legata a The Fish del compianto Chris Squire), Roundabout, Awaken, sono inattaccabili. Chiunque le interpreti non può sradicarne l’intrinseca bontà: nonostante Trevor Rabin spinga il suono della band su un versante pericolosamente heavy, l’entità Yes – lo spirito degli originali che aleggia sul quintetto Anderson, Rabin, Wakeman, Pomeroy, Molino – pare prevalere e mantenere la barra dritta.

Poi ci sono gli ibridi, la musica della ‘terra di mezzo’: Owner of a Lonely Heart, insieme a Hold on – con un solo del forsennato Rabin di rara pacchianeria – Cinema e Changes tratti da 90125 (e un estratto di Make It Easy, brano dello stesso periodo ma a lungo rimasto inedito); il pomp di Lift Me Up cantata da Anderson & Rabin e tratta da Union, e Rhythm of Love da Big Generator – quest’ultima nobilitata da un bel solo di Wakeman.

Insomma, 50th Anniversary Yes Featuring Anderson, Rabin, Wakeman Live At The Apollo per quanto buono è il consueto doppio CD (o triplo album) che rappresenta la coda di ogni tour: come si dice in questi casi, per completisti.

 

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