Fly from Here – Return Trip Book Cover Fly from Here – Return Trip
Yes
Progressive rock
25 3 2018
CD
UK
Yes '97 LLC
53’ 16”

 

Signore e signori ecco il grande Circo degli Yes rimontare pista e tendone per l’ennesimo spettacolo pieno di mirabolanti sorprese. Ma nessuna novità.

The (ex) Greatest Show on Earth in totale stato di confusione non sa più che pesci prendere: mette i clown nella gabbia dei leoni e sposta il domatore di belve sul filo del trapezista. I giocolieri li spara col cannone e alla donna barbuta lascia i cavalli da parata. Infine, in un momento di sentimentale debolezza – invecchiando si diventa così, sentimentali e mollaccioni – la grande famiglia allargata richiama alla tavola imbandita con leccornie sonore ammuffite un figliol prodigo nonché adottivo: Trevor Horn.

Ma che fargli fare, date le membra un po’ arrugginite, i problemini di equilibrio, l’elasticità perduta? Non può arrampicarsi, truffarsi dalla piattaforma dentro un secchio è troppo rischioso. Fare il pagliaccio è chiedergli troppo. Facciamolo cantare, suggerisce brillantemente il decano Alan White; su musica già esistente benché non sia la migliore. E tutti sono d’accordo (tranne i volati davvero, verso un’altra vita). Applaudono e si danno pacche sulle spalle. Parte la fanfara trionfale.

Del resto i fan si fiondano a sentire le band di cover, amano i remake, i prequel e i sequel, e dunque perché non insistere, non continuare la picchiata verso il basso con una trovata geniale come Return Trip? Così da ripristinare – o risvegliare come da un incubo –, suggerisce ancora il batterista a Horn, la formazione di Drama (1980).

Ma per non risultare del tutto irriverente o troppo riduttivo, e comunque a onor del vero, va aggiunto come il novello timoniere abbia anche remixato l’album e fatto qualche sovra incisione, peraltro insieme a Steve Howe. Inoltre, e decidete voi se può bastare, Fly from Here – Return Trip si avvale di una versione estesa di Hour of Need (come compariva esattamente nella stampa giapponese dell’originale) e un brano in più intitolato Don’t Take No for an Answer, in tutto circa otto minuti di musica in più.

Come si intitola quel vecchio ma bel disco di Anthony Phillips? Wise After the Events, sì. Credo che gli Yes non ne abbiamo mai sentito parlare…

 

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