The Outskirts Of Reality Book Cover The Outskirts Of Reality
Yuri Gagarin
Space rock, Psychedelic rock
31 1 2020
CD, Album, Download
Svezia
Kommun 2, Sound Effect Records
44’ 00”

 

Biografia

Omaggiando nel nome il famoso astronauta sovietico primo uomo nello spazio, gli Yuri Gagarin sono fautori di un incendiario e possente mix tra Space rock e Psichedelia che trattano senza andare troppo per il sottile, Heavy metal e Post rock. Sono in cinque – non sanno che vuole dire cantare – e provengono dalla svedese Goteborg:   Christian “Crille” Lindberg (toh, un altro mito dell’aria!) alla chitarra solista, Jon Eriksson chitarra ritmica, Leif Göransson basso, Robin Klockerman tastiere, Stefan “Steffo” Johansson alla batteria.

Discografia

Yuri Gagarin (CD, Album, Cass, Download), 2013
At The Center Of All Infinity (CD, Album, Cass, Download), 2015
The Outskirts Of Reality (CD, Album, Download), 2020

EP

Sea Of Dust (7”, 10”, Download), 2015

 

Sono in cinque – Christian “Crille” Lindberg lead guitar e Jon Eriksson alla ritmica, Leif Göransson al basso e Stefan “Steffo” Johansson alla batteria, e Robin Klockerman al synth –, provengono da Goteborg, Svezia, e sono incazzati. Neri? No, incazzati elettrici. Mentre sfrecciano nel cosmo più recondito dentro una navicella-studio ci pestano duro: batteria e basso a calare mazzate senza sosta, chitarre lancinanti e riff a velocità warp.
Visceralità: massima. Coefficiente di distorsione: massimo. Temperatura: massima. Anche per i synth, strumento mediamente da aura blue – luce fredda – che qui sfrigolano, rantolano e sussultano quanto e più dei veri motori sotto il sedere del primo, eroico, Yuri Gagarin che il mondo ha conosciuto.

Gagarin, il capostipite degli astronauti, catapultato nello spazio dalla ex-URSS dentro un risibile trabiccolo battezzato con nome da colla vinilica, Vostok 1, il 12 aprile 1961.  Figura leggendaria dalla quale i cinque space-rocker, spaccastrumenti & stressamplificatori, hanno preso in prestito il nome per lanciarsi a loro volta in avventure sonore che cominciano, a questo punto della loro orbita, a dare segni di rallentamento. Ci deve essere un guasto alle apparecchiature o il pilota ha qualcosa che non va: “Goteborg, abbiamo un problema”.

Per gli Yuri Gagarin, The Outskirts Of Reality è il quarto output in sette anni. Prima sono venuti Yuri Gagarin (2013), e le due uscite del 2015: At The Center Of All Infinity e Sea Of Dust. Ma dopo l’eccitazione dell’esordio è subentrata la (noiosa) prevedibilità di un percorso che si ripete senza alternanza (salvo per Sea Of Dust perché si tratta di un EP con due soli pezzi e l’alternanza non è necessaria): 3 o 4 lunghi brani d’assalto, una pausa riflessiva – il brano più breve – per una tisana all’area di sosta interstellare quando manca una traccia alla fine del lungo viaggio, e il fragoroso rush finale verso la meta di atterraggio.

Una bella copertina e una serie di sfiziosi titoli di carattere fantascientifico – questa volta sono Oneironaut, Crystal Dunes, Laboratory 1, The Outskirts Of Reality – nel solco della tradizione discografica degli Yuri Gagarin non bastano. Serve cambiare rotta. O si rischia di girare all’infinito sulla stessa, ripetitiva, orbita.


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